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Comunicare l'importanza dei servizi ecosistemici, della bassa impronta di carbonio e del ruolo ecologico e sociale dei bivalvi: capacità di comunicare idee complesse a un pubblico di consumatori utilizzando un linguaggio e piattaforme accessibili

Tradurre le informazioni scientifiche e ambientali in messaggi accessibili, coinvolgenti e positivi per i consumatori

La comunicazione ambientale è una disciplina distinta con una propria base di prove. Non è sufficiente fare semplicemente affermazioni accurate: l'inquadramento, il tono e il formato influiscono tutti in modo significativo sul fatto che un messaggio venga ricevuto, compreso e messo in pratica. 

Per i professionisti dell'acquacoltura, padroneggiare la comunicazione ambientale significa comprendere alcuni principi chiave derivati dalla scienza della comunicazione e dalla ricerca sul comportamento dei consumatori (Wang et al., 2020; Lu et al., 2022 Yang et al., 2022; Kaimakoudi, 2024).

 

Un inquadramento positivo supera i messaggi deficitari: la ricerca sulla comunicazione ambientale mostra costantemente che i messaggi che enfatizzano ciò che viene già fatto bene, e ciò su cui si può costruire, generano atteggiamenti e intenzioni di acquisto più positivi rispetto ai messaggi incentrati su problemi e fallimenti. Comunicare l'acquacoltura dei bivalvi come soluzione comprovata e funzionante alle sfide della sostenibilità del sistema alimentare è più efficace che catalogare i fallimenti ambientali di altre fonti proteiche. Il messaggio dovrebbe essere: "Ecco come si presenta la produzione alimentare rigenerativa" piuttosto che "Altre proteine sono dannose".

Fig. 31 - Comunicare la sostenibilità senza greenwashing

 

La specificità batte la generalità: le vaghe affermazioni sulla sostenibilità (ecocompatibile, verde, naturale) sono sempre più diffidate dai consumatori consapevoli del greenwashing. Affermazioni specifiche e verificabili: "le nostre cozze non richiedono alcun input e filtrano fino a 150 litri di acqua di mare per animale al giorno" sono più credibili e più distintive. Ove possibile, queste affermazioni dovrebbero essere collegate a certificazioni, dati di terze parti o fonti scientifiche.

Il ruolo dell'emozione e dell'identità: la comunicazione ambientale che si collega al senso di identità di un consumatore (come qualcuno che si prende cura dell'oceano, sostiene i produttori locali o fa scelte alimentari consapevoli) ha maggiori probabilità di portare a un cambiamento di comportamento. I consumatori non acquistano solo un prodotto; acquistano l'allineamento con i valori che hanno su se stessi. 

L'allevamento di bivalvi fa da tempo parte delle comunità costiere, tramandato di generazione in generazione e strettamente legato alla cura dell'ambiente, il che lo rende un argomento potente e significativo per una comunicazione incentrata sull'identità.

Gestire la complessità in modo onesto: il dibattito sul sequestro del carbonio è un'area legittima di incertezza scientifica e i professionisti non dovrebbero fare affermazioni eccessive. 

Un messaggio come "l'allevamento di bivalvi ha un'impronta di carbonio tra le più basse di qualsiasi proteina animale e le ricerche emergenti suggeriscono significativi benefici per lo stoccaggio del carbonio, un'area in cui siamo attivamente impegnati" è accurato e comunica uno slancio in avanti. 

Riconoscere l'incertezza non mina la credibilità; anzi, spesso la rafforza tra il pubblico istruito.

Educazione dei consumatori come investimento a lungo termine: molti consumatori ancora non capiscono cosa sia l'acquacoltura, da dove provengano i bivalvi o perché siano importanti dal punto di vista ecologico. 

I contenuti educativi (brevi video, infografiche, visite alle aziende agricole, programmi scolastici) creano la consapevolezza di base su cui i messaggi specifici del prodotto possono quindi avere un impatto efficace. 

Si tratta di una responsabilità a livello di settore che i singoli produttori, le associazioni di settore e gli istituti di ricerca condividono.