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Valutazione dell’impatto dei cambiamenti climatici sulla produzione di molluschi bivalvi europea
Comprendere gli impatti dei cambiamenti climatici sui sistemi di acquacoltura (temperatura, variazioni di salinità, deplezione di ossigeno, eventi meteorologici estremi)
Il cambiamento climatico sta avendo effetti significativi e diffusi sui sistemi di acquacoltura, influenzando le condizioni ambientali fondamentali per la sopravvivenza e la crescita di pesci, molluschi e alghe allevati.
Uno degli impatti più importanti è l’aumento della temperatura dell’acqua. Con l’aumento delle temperature, anche il metabolismo delle specie acquatiche accelera, il che può inizialmente favorire la crescita. Tuttavia, quando le temperature superano i livelli ottimali, gli organismi subiscono stress termico, con conseguente riduzione della crescita, indebolimento del sistema immunitario e, nei casi più gravi, mortalità. Acque più calde favoriscono inoltre la diffusione di malattie e parassiti, rendendo gli stock di acquacoltura più vulnerabili a focolai.
Le variazioni di salinità rappresentano un’altra criticità importante, soprattutto nei sistemi costieri ed estuarini. Il cambiamento climatico altera i regimi delle precipitazioni e aumenta la frequenza di siccità e alluvioni, causando variazioni significative della salinità. Queste fluttuazioni generano stress negli organismi acquatici, che devono consumare più energia per mantenere l’equilibrio interno, attraverso un processo chiamato osmoregolazione. Cambiamenti improvvisi o estremi della salinità possono ridurre la crescita o causare mortalità di massa, soprattutto nelle specie meno tolleranti.
La deplezione di ossigeno, o ipossia, è sempre più frequente negli ambienti di acquacoltura a causa dell’aumento delle temperature e dell’inquinamento da nutrienti. L’acqua più calda trattiene meno ossigeno disciolto, mentre l’eccesso di nutrienti può favorire fioriture algali che, decomponendosi, riducono ulteriormente l’ossigeno disponibile (processo legato all’eutrofizzazione). Condizioni di basso ossigeno causano forte stress negli organismi, limitando i processi di alimentazione e crescita e aumentando la suscettibilità alle malattie. Nei casi estremi, l’ipossia può provocare morie di pesci su larga scala con gravi perdite economiche.
Inoltre, la maggiore frequenza e intensità di eventi meteorologici estremi, legati al cambiamento climatico, rappresenta una minaccia diretta per le infrastrutture di acquacoltura e le attività produttive. Tempeste e alluvioni possono danneggiare gabbie, impianti e vasche, causando la perdita degli stock e costosi interventi di ripristino. Le acque di piena possono inoltre introdurre inquinanti, sedimenti e patogeni nei sistemi di allevamento, peggiorando ulteriormente la qualità dell’acqua. Questi eventi possono compromettere i programmi di alimentazione, le operazioni di raccolta e la gestione complessiva dell’azienda, rendendo l’acquacoltura più imprevedibile e rischiosa.
Nel complesso, gli effetti combinati dell’aumento della temperatura, delle variazioni di salinità, della riduzione dell’ossigeno e degli eventi estremi riducono la produttività, aumentano i costi operativi e generano maggiore incertezza per il settore. Per questo, l’adattamento a queste condizioni di cambiamento è diventato essenziale per garantire pratiche di acquacoltura sostenibili.

Fig. 22 - Alcune soluzioni per combattere il cambiamento climatico