Testo da leggere

Comprendere le diverse strategie a livello aziendale per adattarsi e mitigare il cambiamento climatico, inclusa la selezione di specie e le innovazioni tecnologiche

Comprendere come contrastare i danni causati dal cambiamento climatico all’acquacoltura dei bivalvi (spostamento della produzione, selezione di genotipi o specie più resistenti alla temperatura, policoltura per evitare perdite di prodotto)

Gli acquacoltori stanno adottando sempre di più una serie di strategie a livello aziendale per adattarsi ai cambiamenti climatici e mitigare i loro impatti sulle specie allevate. 

Uno degli approcci più importanti ed innovativi è la selezione di specie e genotipi. Gli allevatori possono scegliere specie o genotipi più tolleranti a temperature elevate, variazioni di salinità e condizioni di basso ossigeno. Nell’acquacoltura dei bivalvi, ciò include la selezione o la riproduzione di genotipi con maggiore resistenza allo stress termico, alle malattie e all’acidificazione. Ad esempio, genotipi di ostriche selezionate geneticamente possono sopportare meglio acque più calde e condizioni ambientali variabili, mantenendo la produttività anche in scenari climatici mutevoli.

Un’altra strategia fondamentale è la ricollocazione delle aree di allevamento e/o la scelta del sito. Con il cambiamento delle condizioni ambientali, gli allevatori possono spostare la produzione verso aree con temperature più adatte, migliore qualità dell’acqua o livelli di salinità più stabili.

Ciò può comportare lo spostamento degli impianti in acque più profonde che hanno queste caratteristiche, in diverse zone costiere o in regioni meno esposte a eventi meteorologici estremi. Nell’allevamento dei bivalvi, lo spostamento dei longline o dei banchi di coltura può aiutare a evitare aree soggette a fioriture algali nocive, ipossia o eccessivo riscaldamento.

Per affrontare specificamente i rischi legati al clima nell’acquacoltura dei bivalvi, gli allevatori stanno inoltre adottando strategie di spostamento del prodotto allevato (product movement).

Questo consiste nel trasferire tutto il prodotto allevato in siti o a profondità diverse per evitare condizioni sfavorevoli, ad esempio spostando i molluschi in acque più fresche durante le ondate di calore o spostandoli lontano da aree con scarsa qualità dell’acqua. Questa flessibilità può aiutare a ridurre la mortalità durante eventi estremi, anche se lo spostamento del prodotto può avere costi enormi.

Un'altra possibilità è quella di anticipare la raccolta e di vendere tutto il prodotto prima che i mesi troppo caldi sopraggiungano. In questo modo si evitano perdite economiche e l’impianto si lascia “riposare” nei mesi più caldi.

 

Fig. 23 - Adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici nell'acquacoltura dei bivalvi

 

Un’ulteriore strategia efficace è la policoltura, ovvero l’allevamento congiunto di più specie. Nei sistemi a bivalvi, la combinazione di specie diverse (ad esempio mitili con ostriche o alghe) può ridurre il rischio complessivo. Se una specie è colpita negativamente da uno stress climatico, le altre possono continuare a produrre, evitando la perdita totale della produzione. La policoltura può anche migliorare la qualità dell’acqua, poiché alcune specie (come le alghe) assorbono nutrienti in eccesso, contribuendo a contrastare fenomeni come l’eutrofizzazione.

Nel complesso, queste strategie a livello aziendale - che vanno dalla selezione genetica alla rilocalizzazione, fino all’innovazione tecnologica e ai sistemi di produzione diversificati - sono essenziali per rafforzare la resilienza del settore acquicolo. L’adozione combinata di questi approcci consente agli allevatori, in particolare nei settori più vulnerabili come quello dei bivalvi, di affrontare meglio i cambiamenti ambientali mantenendo al contempo sistemi produttivi sostenibili ed efficienti.