1.1 Il progetto OPTIMA nello scenario UE dell’acquacoltura dei bivalvi

Il progetto OPTIMA nello scenario UE dell’acquacoltura dei bivalvi

Il settore dell'acquacoltura europeo si trova ad affrontare una serie unica di sfide e opportunità. Mentre la domanda di prodotti ittici sostenibili e sani è in crescita, il settore, in particolare quello dei molluschi bivalvi, si confronta con pressioni ambientali, fluttuazioni del mercato e la necessità di innovazione continua. In questo panorama dinamico, il progetto OPTIMA emerge come un'iniziativa significativa, volta a rafforzare le competenze e le conoscenze degli allevatori di molluschi in tutta Europa.

Il settore dell'allevamento di bivalvi europeo, che comprende principalmente l'allevamento di cozze, ostriche e vongole, svolge un ruolo fondamentale per la sicurezza alimentare e le economie costiere. L'allevamento di bivalvi è noto per il suo basso impatto ambientale, poiché le specie oggetto di allevamento filtrano l'acqua per nutrirsi e non necessitano quindi di mangimi esterni, offrendo per di più dei potenziali servizi ecosistemici. Oltre a ciò l’allevamento di molluschi bivalvi non prevede l'utilizzo di medicinali o antibiotici che possono contaminare l’ambiente circostante e abbassare la qualità del prodotto.

Ciononostante, il settore deve affrontare alcuni problemi oggi più che mai attuali, come:

  • Problematiche ambientali: gli impatti dei cambiamenti climatici, come l'aumento della temperatura e l'acidificazione degli oceani, influenzano direttamente la crescita, la salute e la sopravvivenza dei bivalvi. Le fioriture algali dannose (HAB) possono anche portare a chiusure di zone di produzione o alla mortalità del prodotto.
  • Inefficienze produttive: nonostante il suo potenziale, lo sviluppo tecnologico del settore europeo dei bivalvi è in ritardo rispetto ad altri segmenti dell'acquacoltura. Le sfide includono la disponibilità di seme, i predatori e le epidemie.
  • Barriere di mercato, zone di allevamento e normative: il settore si trova ad affrontare problemi legati alla domanda di mercato per alcuni prodotti, alla concorrenza per lo spazio marino e alle complesse procedure amministrative per l’ottenimento di licenze e autorizzazioni.
  • Lacune conoscitive: vi è una continua necessità di aggiornare le conoscenze degli allevatori rispetto alle migliori pratiche di allevamento, alla gestione delle malattie e dei problemi relativi al surriscaldamento, ai predatori e alle specie aliene. Inoltre fra i lavoratori e gli imprenditori del settore vi è una conoscenza carente anche per quanto concerne la consapevolezza riguardo ai servizi ecosistemici offerti da questo tipo di allevamento: non è un segreto infatti che l’allevamento di bivalvi, più che un impatto sull’ambiente marino, potrebbe portare ad eventuali benefici per quest’ultimo, per esempio favorendo l’eliminazione dell’eutrofizzazione grazie al potenziale di filtrazione di questi molluschi, andando a costituire nuovi habitat ed hotspot di biodiversità su i substrati duri associati a questo tipo di allevamento (strutture di allevamento e prodotto allevato), ed infine immagazzinando nel guscio di carbonato di calcio una quota di anidride carbonica che altrimenti andrebbe persa in ambiente.
  • Necessità di sponsorizzare il prodotto: il prodotto derivante da questo tipo di acquacoltura, sano, green e ad impatto zero (se non ad impatto positivo), dovrebbe essere meglio sponsorizzato e pubblicizzato dagli allevatori agli occhi di un’opinione pubblica che spesso non conosce tutte le qualità sopra elencate e sovente storce il naso quando sente parlare di “prodotto allevato” e di “acquacoltura”. Tuttavia, nel caso dei molluschi bivalvi la differenza fra allevato e pescato, in termini di proprietà nutrizionali e qualità, è praticamente zero.

L'Europa ha riconosciuto le sfide di cui sopra, emanando nel 2021 un testo con gli “Orientamenti strategici per un'acquacoltura dell'UE più sostenibile e competitiva per il periodo 2021 - 2030” che saranno utili a promuovere la crescita sostenibile, la resilienza, l'accettazione sociale e una maggiore innovazione di questo settore. Queste linee guida sottolineano l'importanza di diversificare la produzione dell’acquacoltura mondiale verso specie a bassa trofia come i bivalvi e le alghe, sostenere la ricerca e semplificare i quadri amministrativi e legislativi.

È in questo contesto che il progetto OPTIMA "Buone Pratiche nell'Acquacoltura dei Molluschi", cofinanziato dal programma Erasmus+, assume un ruolo centrale. Avviato nell'ottobre 2023 e la cui conclusione è prevista ad aprile 2026, OPTIMA affronta direttamente la necessità di migliorare la formazione e le competenze nel settore dell'acquacoltura dei bivalvi. Concentrandosi sulla formazione e sul potenziamento delle competenze, OPTIMA mira a contribuire direttamente agli obiettivi più ampi dell'UE per un settore dell'acquacoltura più sostenibile, competitivo e resiliente.

Dotare gli agricoltori delle conoscenze e degli strumenti più recenti consentirà loro di adottare pratiche più efficienti e produttive, rispondere meglio alle esigenze del mercato e affrontare le complessità dei cambiamenti climatici. L'enfasi del progetto sull'e-learning e sul mentoring digitale è particolarmente rilevante in un settore in cui il lavoro pratico spesso limita l'accesso alla formazione tradizionale.

L'approccio del progetto OPTIMA contribuisce a colmare questa lacuna, garantendo che competenze e conoscenze preziose raggiungano coloro che ne hanno più bisogno, contribuendo in ultima analisi alla redditività e alla crescita a lungo termine dell'allevamento di bivalvi nell'UE.