2.3 Saper adattare i materiali didattici alla formazione a distanza/online e adottare strumenti multimediali per arricchire l'esperienza formativa

2.3.4 Apprendimento cooperativo: l'importanza di creare sotto-stanze. Divisione della classe in sottogruppi per favorire lo scambio di idee e la risoluzione di problemi

Il cooperative learning è una metodologia didattica estremamente efficace, soprattutto nella formazione a distanza, perché stimola l’interazione attiva, la partecipazione e lo scambio tra gli studenti. Questa strategia, se ben pianificata ed impostata, permette ai mentori di trasformare le lezioni online in veri e propri laboratori di confronto e co-costruzione della conoscenza, fondamentali per un settore come l’acquacoltura dei molluschi bivalvi che si basa su competenze pratiche, condivisione di esperienze e aggiornamento continuo su norme e restrizioni legislative. Un aspetto chiave di questo approccio è l’utilizzo delle cosiddette breakout rooms o “sotto-stanze virtuali”.

Molte piattaforme di videoconferenza permettono di suddividere la classe virtuale, se numerosa, in piccoli sottogruppi, creando delle “stanze alternative” alle quali il mentore può consegnare compiti differenti. Il mentore potrà inoltre muoversi liberamente a seconda del bisogno che si presenta in una di queste stanze. Dividere la classe in piccoli gruppi di lavoro permette agli allevatori di bivalvi in formazione di discutere casi reali, confrontare le diverse tecniche di allevamento utilizzate, analizzare problemi comuni e trovare soluzioni innovative in maniera condivisa. L’ambiente più ristretto che si viene a creare con questo tipo di sotto-stanze favorisce la partecipazione di più persone, anche dei discenti più timidi e restii, stimolando il confronto critico e potenziando la motivazione di tutta la classe. Nel caso specifico degli allevatori di molluschi bivalvi, i docenti possono organizzare attività cooperative divise per sotto-stanze per temi come:

✅ Analisi di casi studio;

✅ Condivisione di buone pratiche tra allevatori di aree e paesi diversi;

✅ Simulazioni di piani di miglioramento produttivo o di gestione sostenibile;

✅ Risoluzioni di problematiche legate alle contaminazioni o alle malattie.

In questo caso il mentore svolge il ruolo di facilitatore, monitorando i gruppi e passando periodicamente di sotto-stanza in sotto-stanza, intervenendo con chiarimenti mirati, proponendo spunti di riflessione e valorizzando le idee emerse. Al termine di questa attività, la classe viene riunita in plenaria per condividere i risultati di ciascun sottogruppo con tutti gli altri discenti, confrontando le soluzioni trovate e traendo conclusioni comuni.

Questa metodologia non solo rinforza l’apprendimento dei contenuti tecnico-scientifici, ma sviluppa anche competenze trasversali fondamentali per gli operatori del settore:
✅ Consente di sviluppare una comunicazione efficace, per una migliore comprensione fra allevatori e stakeholder.
✅ Facilita il lavoro di squadra, essenziale per la gestione di impianti complessi.
✅ Stimola il problem solving, utile ad affrontare le sfide legate all’acquacoltura di bivalvi come: qualità dell’acqua; lotta alle malattie, alle specie aliene e ai predatori; cambiamenti climatici; sostenibilità e rafforzamento della consapevolezza dei servizi ecosistemici.