4.Organising digital training
4.2 Valutazione dell’apprendimento
4.2.3 Autovalutazione, co-valutazione e valutazione in itinere: coinvolgere gli studenti nel processo valutativo
Feedback tra pari (Peer Feedback)
➔ Meccanismo: gli studenti possono fornire feedback costruttivi ai compagni di corso sui compiti, sui progetti o sugli interventi nel forum. Questa attività può avvenire utilizzando gli strumenti LMS di revisione e di condivisione o su piattaforme dedicate.
➔ Valore: sviluppa il pensiero critico, la capacità di analisi e l’empatia. Offre punti di vista diversi sui contenuti e insegna a formulare feedback efficaci. Il feedback prodotto dal pari può talvolta risultare più immediato e comprensibile rispetto a quello del mentore.
Modalità di implementazione:
➔ Rubriche strutturate / Domande guida: fornire rubriche chiare o domande guida per rendere il feedback mirato e coerente con gli obiettivi formativi.
Esempi: “L’introduzione espone chiaramente l’argomento principale?”, “Qual è un punto di forza di questo paragrafo?”, “Quale parte si potrebbe chiarire meglio?”
➔ Formazione e modellizzazione: offrire brevi attività formative su come dare e ricevere feedback efficaci, sottolineando il tono costruttivo, specifico e di supporto.
➔ Anonimato (facoltativo): decidere se il feedback sarà anonimo o attribuito, a seconda del contesto e del grado di sicurezza psicologica del gruppo.
➔ Riferimenti scientifici: la ricerca scientifica ha confermato i benefici del feedback tra pari nel migliorare l’apprendimento e l’autoregolazione .
Diari riflessivi / Log di apprendimento
➔ Meccanismo: i discenti scrivono o registrano regolarmente riflessioni (testi, audio, video) sulle esperienze di apprendimento, le difficoltà, gli insight e i collegamenti tra concetti. Possono essere riservati (mentore/studente) o condivisi in piccoli gruppi.
➔ Valore: favorisce metacognizione, consapevolezza e riflessione critica sul proprio percorso. Aiuta ad identificare i punti di forza e di debolezza, a monitorare la crescita e a pianificare gli step. Offre inoltre ai mentori una finestra sulle difficoltà degli studenti.
Modalità di implementazione:
➔ Prompt chiari: fornire spunti di riflessione specifici.
Esempi: “Qual è stato il concetto più difficile questa settimana e perché?”, “Come si collega questo modulo alla tua esperienza personale?”, “Quali nuove domande sono emerse dopo la lettura?”, “Descrivi un momento lampadina vissuto questa settimana”
➔ Basso impatto valutativo: chiarire che il diario è uno strumento per la crescita personale e non una valutazione formale. Il feedback può essere qualitativo, centrato sulla profondità della riflessione.
➔ Frequenza e formato: incoraggiare contributi brevi e regolari (settimanali), e lasciare libertà di formato (testo, audio, video).
Criteri per l’autovalutazione
➔ Meccanismo: gli studenti utilizzano gli stessi criteri di valutazione dei mentori per esaminare il proprio lavoro prima della consegna o per guidare una revisione.
➔ Valore: chiarisce le regole di valutazione, favorisce la comprensione degli standard di qualità e consente di individuare autonomamente aree di miglioramento. Favorisce l’autocorrezione e lo sviluppo del pensiero critico.
Modalità di implementazione:
➔ Rubriche condivise: assicurarsi che gli studenti abbiano accesso alla rubrica fin dall’inizio del compito o del modulo.
➔ Co-creazione (opzionale ma potente): dove possibile, coinvolgere gli studenti nella definizione dei criteri valutativi, per accrescerne la comprensione e il senso di responsabilità. Ad esempio, chiedere loro cosa rende “buono” un elaborato.
➔ Domande guida per l’autovalutazione: fornire una struttura per accompagnare gli studenti nel processo.
Esempi: “usa la griglia per assegnarti un punteggio per ciascun criterio: quale ti daresti e perché? Fai esempi concreti” “Quali modifiche apporterai post autovalutazione?”
➔ Checklist pre-consegna: semplificare i criteri della griglia in una lista di controllo che gli studenti possono usare prima della consegna.
Azioni e buone pratiche per i mentori
➔ Modellare la riflessione: condividere riflessioni personali sul proprio apprendimento, sulle difficoltà incontrate o su come si affrontano gli errori. Normalizzare la riflessione come parte integrante del processo educativo.
➔ Dare feedback sul feedback: quando gli studenti praticano autovalutazione o valutazione tra pari, fornire riscontri anche sulla qualità di questi processi.
Esempi: “Il tuo feedback al collega è stato molto specifico e utile”, “Prova ad aggiungere esempi concreti alla tua autovalutazione.”
➔ Integrare la riflessione in modo strategico: assicurarsi che le attività riflessive siano parte integrante del percorso didattico e che contribuiscano agli obiettivi di apprendimento, evitando che siano semplici “aggiunte”.
➔ Valorizzare la crescita, non solo il risultato: riconoscere l’impegno degli studenti nell’autovalutazione, nel recepire feedback e nel migliorare il prodotto, non solo il voto.