4.Organising digital training
4.3 Supporto continuo e gestione delle criticità
4.3.1 Identificazione delle difficoltà: segnali da monitorare e strategie per prevenire problemi
Le situazioni critiche nei corsi online possono variare da un progressivo disimpegno fino all’emergere di segnali di disagio chiari. I mentori devono disporre di strategie proattive per individuare queste difficoltà e di protocolli chiari per intervenire ed evitare l’eventuale escalation.
Segnali da monitorare
➔ Riduzione dell’attività online: un calo improvviso o costante nella frequenza di accesso, nella partecipazione ai forum o nella consegna di attività.
La maggior parte delle piattaforme (LMS) fornisce dati analitici sul comportamento degli studenti.
➔ Compiti in ritardo o mancanti: una tendenza ricorrente a non rispettare le scadenze o a consegnare lavori incompleti, soprattutto se rappresenta un cambiamento rispetto al comportamento precedente.
➔ Cambiamenti nel tono della comunicazione: email o post nei forum che diventano insolitamente brevi, vaghi o che esprimono frustrazione, ansia o apatia.
➔ Scarsa partecipazione alle sessioni live: telecamera sempre spenta, nessuna risposta alle domande dirette o partecipazione minima ad attività interattive.
➔ Espressioni dirette di difficoltà: dichiarazioni esplicite da parte dei partecipanti che si sentono sopraffatti, confusi o in difficoltà.
➔ Scarso rendimento: un calo significativo e inspiegato nei punteggi dei quiz o dei compiti assegnati.
➔ Isolamento sociale: partecipanti più timidi che evitano sistematicamente il lavoro di gruppo o le interazioni tra pari.
Strategie preventive (azioni proattive)
➔ Feedback precoce e frequente: fornire commenti regolari, specifici e a basso rischio sul rendimento e sull’impegno, per mantenere i partecipanti informati e motivati.
➔ Aspettative chiare: garantire che le istruzioni per le attività, le griglie di valutazione e le scadenze siano esplicite e facilmente accessibili. L’ambiguità è una causa comune di stress.
➔ Check-in regolari: prevedere momenti di monitoraggio costante (es. sondaggi anonimi settimanali sullo stato emotivo o brevi colloqui individuali per chi è segnalato dagli analytics).
➔ Costruzione della relazione: creare fin dall’inizio un rapporto positivo e accogliente con i partecipanti, così da incoraggiarli a chiedere aiuto in caso di necessità.
➔ Flessibilità nei tempi: laddove possibile, offrire margini di adattamento per quanto riguarda orari, scadenze o percorsi alternativi per l’apprendimento, tenendo conto delle esigenze individuali o degli imprevisti.
Caso: il mentore propone un sondaggio anonimo con la domanda “Come ti senti rispetto ai contenuti di questa settimana?” (“Sicuro”, “Confuso”, “In difficoltà”). Se molti si dichiarano in difficoltà, il mentore può decidere di organizzare lezioni di recupero o sessioni extra.
Protocolli di escalation e reti di supporto
Obiettivo: garantire che i tutti i partecipanti al corso di formazione ricevano un supporto adeguato e tempestivo quando una situazione supera le competenze o le responsabilità del mentore.
Valore: proteggere il benessere dei partecipanti, garantire la conformità con le politiche dell’ente di formazione e fornire ai mentori linee guida e punti di riferimento chiari e precisi.
Protocolli:
➔ Difficoltà accademiche persistenti: se, nonostante il supporto del mentore, un partecipante continua ad avere difficoltà, è opportuno coinvolgere il docente, il tutor accademico o i servizi di supporto del corso.
➔ Disagio emotivo o problematiche di salute mentale: se un discente manifesta disagio, pensieri autolesivi o problemi seri, è fondamentale attivare subito i servizi di consulenza psicologica, l’ufficio studenti o altri contatti (protocolli urgenti ben definiti).
➔ Problemi tecnici complessi: indirizzare il partecipante all’help desk o ai team tecnici, e monitorare che il problema venga effettivamente risolto.
➔ Condotte inappropriate o plagio: segnalare al docente responsabile, al coordinatore di corso o al referente disciplinare, secondo le normative dell’ente.
➔ Documentazione: prendere nota in modo chiaro, oggettivo, puntuale delle interazioni, dei segnali osservati e delle azioni intraprese (inclusi i contatti effettuati e i tempi).
Reti di supporto per i mentori
I mentori devono conoscere e saper attivare la propria rete di supporto interna:
➔ Docente/coordinatore del corso: per questioni didattico/politiche specifiche del corso.
➔ Responsabile di programma o capo dipartimento: per problemi di ordine più generale o situazioni critiche.
➔ Servizi per gli studenti: per supporto psicologico, disabilità, inclusione o altri bisogni specifici.
➔ Reparto IT: per problematiche tecniche.
➔ Altri mentori: confronto, supporto tra pari, gestione di situazioni complesse.
Caso: un mentore riceve un’email in cui uno studente esprime ansia e difficoltà a gestire il carico di lavoro. Il mentore consulta il protocollo per i casi di disagio, contatta il centro di supporto psicologico e invia una email rassicurante al partecipante confermando l’aiuto.