Comunicare ai consumatori i benefici nutrizionali dei molluschi bivalvi
Sapere come tradurre le informazioni nutrizionali scientifiche in un linguaggio chiaro e accessibile per il grande pubblico (famiglie, giovani adulti, cittadini, consumatori attenti alla salute)
Informazioni scientifiche accurate sono il fondamento essenziale della comunicazione nutrizionale, ma l'accuratezza da sola non è sufficiente.
Per i professionisti dell'acquacoltura di molluschi bivalvi che comunicano con famiglie, giovani, adulti, con dei consumatori attenti alla salute o con cittadini senza alcuna esperienza in scienze alimentari, la traduzione di contenuti tecnici in un linguaggio accessibile è importante quanto il contenuto stesso.
Diversi principi basati sull'evidenza guidano questa traduzione verso un linguaggio accessibile (Kaimakoudi, 2024):
Iniziare con i benefici, non con i meccanismi, utilizzando esempi per semplificare il messaggio: invece di utilizzare una frase del tipo "i bivalvi contengono EPA e DHA", utilizzare una frase più comprensibile e vicina alle competenze del consumatore "mangiare cozze due volte a settimana favorisce la salute del cuore e la funzione cerebrale".
Il pubblico vuole sapere cosa fa il prodotto per lui e per il suo organismo, non come funziona a livello biochimico. Il meccanismo biochimico può seguire come livello secondario per coloro che vogliono approfondire.
Ancoraggio a punti di riferimento: il confronto del contenuto di nutrienti dei bivalvi con alimenti familiari (manzo, maiale, pollo, salmone, uova) rende i dati più comprensibili e significativi. "Una porzione di 100 g di ostriche contiene più zinco di una bistecca di controfiletto e più omega-3 della maggior parte del pesce del supermercato" è più comunicativo di una semplice tabella nutrizionale senza nessun riferimento ad altre tipologie di allevamento, sia di mare che di terra.
Evitare il sensazionalismo e le affermazioni eccessive: frasi come "superfood" o "nutriente miracoloso" scatenano scetticismo e dubbi, soprattutto tra i consumatori istruiti e più attenti.
La letteratura scientifica supporta affermazioni precise e comprovate: i bivalvi sono "una ricca fonte naturale di EPA e DHA" o "una delle fonti proteiche a basso contenuto calorico più ricche di nutrienti disponibili": queste sono accurate e differenzianti senza esagerare.
Utilizzare formati visivi per veicolare i dati: infografiche, grafici di confronto e icone sulle confezioni comunicano le informazioni nutrizionali in modo più rapido e memorabile rispetto al testo. La ricerca nel campo della scienza della comunicazione conferma che i formati video infografici generano un maggiore coinvolgimento e trasporto del pubblico rispetto ai formati puramente narrativi per argomenti relativi alla salute e all'ambiente (Yang et al., 2022).
Segmentazione del pubblico: le famiglie con bambini piccoli rispondono ai messaggi sul ferro e sulle sostanze che favoriscono lo sviluppo del cervello; gli anziani rispondono ai benefici per la salute cardiovascolare e agli effetti antinfiammatori; gli atleti rispondono alla biodisponibilità delle proteine e al recupero.
La stessa verità nutrizionale viene comunicata in modo diverso a segmenti diversi di popolazione in base al gruppo target a cui ci si rivolge.
Un esercizio pratico per i professionisti dell'acquacoltura di molluschi bivalvi sarebbe quello di prendere un'indicazione nutrizionale sottoposta a revisione paritaria e produrne tre versioni: una per un poster scientifico, una per un inserto nel menu di un ristorante e una per una didascalia da divulgare sui social media. Questo esercizio è utile a rendere immediatamente visibile e chiaro il divario tra il linguaggio scientifico e il linguaggio rivolto ai consumatori abituali e sviluppa sistematicamente la capacità di traduzione.
Vale la pena notare che la fiducia dei consumatori nelle indicazioni nutrizionali dei produttori è generalmente inferiore alla fiducia nelle indicazioni fornite dalle autorità sanitarie indipendenti o di terze parti certificate. Ove possibile, citare e riportare le fonti delle approvazioni delle autorità sanitarie (EFSA, linee guida dietetiche nazionali) o indirizzare i consumatori a fonti indipendenti per verificare la veridicità delle informazioni ricevute, tutto questo rafforza la credibilità.