Servizi ecosistemici: definizione, tipologie e politiche dell’UE in materia
Comprendere cosa sono i servizi ecosistemici
L’acquacoltura dei molluschi bivalvi è importante anche per i significativi servizi ecosistemici che fornisce. I bivalvi, infatti, svolgono un ruolo cruciale nel mantenimento della salute degli ecosistemi costieri, contribuendo in modo rilevante alla regolazione dei cicli biogeochimici e alla protezione degli habitat, attraverso una serie di servizi che possiamo riassumere di seguito.
Filtrazione dell’acqua marina
Uno dei servizi ecosistemici più noti e rilevanti dal punto di vista ecologico fornito dai molluschi bivalvi, è la straordinaria capacità di filtrare grandi volumi d’acqua. Attraverso le loro caratteristiche alimentari - si nutrono filtrando fitoplancton, materia organica sospesa e detrito - i bivalvi possono migliorare la qualità dell’acqua circostante in caso di eccesso di nutrienti. Questo processo, noto come depurazione biologica, contribuisce a ridurre la torbidità dell’acqua, e svolge un ruolo fondamentale nella diminuzione dei livelli di nutrienti in eccesso, in particolare azoto e fosforo, principali responsabili dell’eutrofizzazione. Filtrando il particolato presente nella colonna d’acqua, i bivalvi contribuiscono a ristabilire l’equilibrio degli ecosistemi marini, riducendo il rischio di fioriture algali nocive (HABs), che possono avere effetti devastanti sulla biodiversità locale, sulla qualità dell’acqua e sulla pesca. La filtrazione dei bivalvi migliora inoltre in modo significativo la trasparenza dell’acqua, elemento essenziale per la salute della vegetazione sommersa come le fanerogame marine e le macroalghe. Questi organismi dipendono infatti da acque limpide per svolgere efficacemente la fotosintesi e, aumentando la penetrazione della luce, i molluschi bivalvi sostengono indirettamente la produttività di questi habitat fondamentali. Inoltre, il processo di filtrazione favorisce il riciclo dei nutrienti, contribuendo a ecosistemi più stabili e produttivi. Come evidenziato da Smaal e Poutiers (2003), un singolo individuo di Mytilus edulis (cozza blu) può filtrare fino a 25 litri d’acqua al giorno, dato che sottolinea il potenziale anche di popolazioni relativamente ridotte di bivalvi nel migliorare significativamente la qualità dell’acqua.
Questa capacità di filtrazione non è importante solo per il mantenimento dell’equilibrio ecologico, ma ha anche rilevanti implicazioni per la sostenibilità dell’acquacoltura. Ad esempio, nei sistemi di allevamento costieri, i molluschi bivalvi possono ridurre la necessità di interventi esterni di trattamento delle acque, rendendo le attività acquicole più sostenibili e meno dipendenti da tecnologie di filtrazione artificiale.
Un esempio pratico di questo servizio è rappresentato dall’ostrica piatta europea (Ostrea edulis), utilizzata per il bio-sequestro dei nutrienti nella laguna costiera del Mar Menor in Spagna. Questa specie ha dimostrato una notevole capacità di mitigare l’eutrofizzazione filtrando grandi quantità di materia organica dall’acqua, migliorandone così la qualità e contribuendo al recupero dell’ecosistema (Albentosa et al., 2023).
Ruolo dei bivalvi nei cicli del carbonio e dei nutrienti
I molluschi bivalvi svolgono un ruolo fondamentale nel ciclo del carbonio, sequestrando anidride carbonica (CO₂) dall’acqua marina e incorporandola nei loro gusci, costituiti principalmente da carbonato di calcio (CaCO₃). Questo processo biologico, noto come biomineralizzazione, contribuisce alla mitigazione del cambiamento climatico riducendo la concentrazione di CO₂ nell’atmosfera.
Oltre al sequestro del carbonio inorganico, la biomassa dei bivalvi rappresenta anche un importante serbatoio di carbonio organico. Attraverso i loro processi metabolici e la successiva deposizione nei sedimenti, questi organismi favoriscono la sepoltura della materia organica, contribuendo ulteriormente al ciclo del carbonio. Sebbene i processi di calcificazione rilascino una parte di CO₂ come sottoprodotto, l’effetto netto dell’allevamento di bivalvi sul sequestro del carbonio rimane positivo, soprattutto in condizioni ambientali adeguatamente gestite (Heilweck et al., 2023).
Inoltre, l’acquacoltura dei bivalvi apporta significativi benefici ambientali attraverso il sequestro di nutrienti come azoto e fosforo. Questi organismi filtrano grandi quantità di particolato organico dall’acqua, rimuovendo l’eccesso di nutrienti che può causare fenomeni di eutrofizzazione nelle aree costiere.
Uno studio ha evidenziato che l’allevamento di bivalvi può contribuire alla rimozione dei nutrienti, al miglioramento della qualità dell’acqua e alla promozione della salute degli ecosistemi marini (Gren, 2019).
Inoltre, l’integrazione dell’acquacoltura di bivalvi nei sistemi di acquacoltura multitrofica integrata (IMTA, Integrated Multi-Trophic Aquaculture) può aumentare l’efficienza del recupero dei nutrienti, riducendo l’impatto ambientale complessivo delle attività di acquacoltura.
In conclusione, sebbene il contributo dei bivalvi al sequestro del carbonio richieda una gestione attenta per massimizzarne i benefici, il loro ruolo nei cicli dell’azoto e del fosforo rappresenta un servizio ecosistemico cruciale per la salute degli ambienti marini.
L’adozione di pratiche di gestione sostenibili nell’acquacoltura dei bivalvi può quindi offrire vantaggi sia per la produzione alimentare sia per la tutela dell’ambiente.
Creazione di habitat e aree di nursery
Gli allevamenti di molluschi bivalvi svolgono un ruolo importante nella creazione di habitat complessi che offrono rifugio e nutrimento a numerosi organismi marini.
Le strutture fisiche utilizzate in acquacoltura, come corde, reti e pali, forniscono superfici idonee alla colonizzazione da parte di epifauna sessile, dando origine a una matrice di habitat altamente complessa. I sedimenti arricchiti e differenziati presenti sotto queste strutture creano inoltre un ambiente favorevole per l’infauna, aumentando la biodiversità locale.
Ricerche condotte da Rumohr et al. (2016) evidenziano che gli allevamenti di mitili possono incrementare la biodiversità sostenendo diverse specie bentoniche e nectoniche.
Questi impianti fungono anche da aree nursery per giovani pesci e invertebrati, migliorandone i tassi di sopravvivenza grazie alla protezione dai predatori e a condizioni favorevoli alla crescita.
La maggiore complessità degli habitat associati agli allevamenti di bivalvi favorisce inoltre interazioni ecologiche che sostengono la produttività e la resilienza degli ecosistemi marini.
Le strutture formate dai bivalvi contribuiscono anche al riciclo dei nutrienti e alla stabilizzazione dei sedimenti, servizi essenziali per il mantenimento della salute degli ecosistemi marini, soprattutto in aree degradate dalle attività antropiche. Attraverso l’integrazione di queste pratiche, l’acquacoltura dei bivalvi ha quindi il potenziale di rafforzare i servizi ecosistemici, promuovere la biodiversità e sostenere la pesca sostenibile, contribuendo alla stabilità ecologica ed economica delle aree costiere.
Protezione dall’erosione costiera
Gli allevamenti di molluschi bivalvi possono contribuire alla protezione delle coste attenuando l’energia del moto ondoso e stabilizzando i sedimenti. Le strutture di allevamento possono agire come barriere frangiflutti, riducendo l’impatto delle mareggiate lungo la linea di costa.
Un’analisi condotta da Turner et al. (2009) ha evidenziato che gli allevamenti di ostriche possono ridurre significativamente l’erosione costiera, contribuendo alla tutela delle coste e delle comunità locali.
Inoltre, come evidenziato nella revisione completa di van der Schatte Olivier et al. (2018), l’acquacoltura dei bivalvi fornisce un’ampia gamma di servizi ecosistemici, tra cui, come già indicato, la protezione delle coste. Lo studio sottolinea che gli habitat densi e strutturati creati dagli allevamenti di bivalvi favoriscono la deposizione dei sedimenti e riducono i fenomeni di erosione, contribuendo alla stabilità complessiva degli ecosistemi costieri.
Agendo come barriere naturali, questi allevamenti non solo preservano le linee di costa, ma migliorano anche la qualità dell’acqua e promuovono la biodiversità.

Fig. 20 - Servizi ecosistemici dei bivalvi e strategia dell'UE: un connubio perfetto